I grembiulini iniziano ad andare a ruba, ma non sono più quelli di una volta

La corsa ai grembiulini è partita. E ci sono già le aziende che si fregano le mani. Per ora, i negozi hanno visto svuotarsi i magazzini. I primi segnali di un incremento di vendite c’è già stato. Ma il vero boom è atteso per l’anno prossimo e le big del settore si preparano
17 OTT 08
Ultimo aggiornamento: 19:49 | 7 AGO 20
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La corsa ai grembiulini è partita. E ci sono già le aziende che si fregano le mani. Per ora, i negozi hanno visto svuotarsi i magazzini. I primi segnali di un incremento di vendite c’è già stato. Ma il vero boom è atteso per l’anno prossimo e le big del settore si preparano: “La strategia di noi fornitori è semplice: abbiamo fatto un acquisto supplementare di tessuti”, rivela Andrea Prato, direttore commerciale di Creazioni Brigitte. “In caso di bisogno avremo la scorta per gestire l’aumentata richiesta, altrimenti utilizzeremo comunque il tessuto per la prossima stagione”. “I negozi avevano già ordinato i capi prima della decisione del ministro”, sottolinea il titolare della campana Savim, che osserva: “Di positivo c’è però che hanno esaurito tutto lo stock in magazzino. Il vero aumento delle vendite è prevedibile nel 2009”.
“La vendita al dettaglio è andata molto bene: oltre a una richiesta di riassortimento del 5 per cento, che denota la vivacità del mercato, non si registrano resi”, dichiara Gino Marta, presidente del gruppo Siggi, principale e storico produttore italiano del settore con un fatturato complessivo annuo di 36 milioni di euro. Aggiunge Marta: “L’annuncio del ministro Gelmini è stato dato a ridosso dell’avvio delle scuole facendo sicuramente a tempo a creare dibattito ma non a spostare sensibilmente i numeri del mercato. E poi la scelta del grembiulino, per quanto consigliata dal ministro, resta a discrezione dei singoli istituti scolastici”. Tuttavia, secondo il presidente della Siggi, “il 2008 può essere considerato un momento di passaggio che potrebbe sfociare in un vero e proprio boom nel prossimo anno”, con un aumento delle vendite anche del 30 per cento.
Allora c’è da prevedere nel 2009 l’arrembaggio al grembiulino? “Osserviamo nei clienti di Creazioni Brigitte tre atteggiamenti: quello standard di chi li ha sempre trattati e non cambia abitudini, se non nel prevedere un piccolo aumento dei volumi acquistati; quello ‘della formica’, che non avendoli mai trattati non vuole comunque trovarsi sprovvisto nel momento di bisogno; e quello del ritardatario, che si affiderà all’aleatorio mercato del pronto moda in caso di necessità”, dice Prato. Ma non tutte le aziende sorridono: le piccole non riescono a stare al passo della concorrenza delle grandi, che hanno costi di produzione ridotti anche perché usano manodopera straniera. Sia Creazioni Brigitte (600 mila grembiuli la produzione media annua) che Siggi (quest’anno ha venduto 1 milione di pezzi) realizzano gran parte del prodotto all’estero, spesso in aziende totalmente di loro proprietà. “Produrre il grembiulino in Italia non ci permette di coprire i costi”, dice Stefania Maculan, titolare della Eletta di Vicenza. “Tagliare e ricamare un grembiule in Cina costa molto di meno”, concorda Ivano Gava, titolare della Confezioni Liza di Zanin Maria (Treviso). Sorridono invece i proprietari delle licenze: “Da un paio d’anni sono divenute un elemento di rilievo nella struttura delle vendite al pubblico e fanno lievitare parecchio il costo del grembiulino”, sottolinea Prato.
Molti bambini esigono l’uniforme col marchio di un super-eroe alla moda. Le licenze che andranno per la maggiore il prossimo anno? Batman, Hannah Montana, High School Musical e Walt Disney, secondo Creazioni Brigitte. Anche Siggi commercializza numerose firme dei cartoon, da Spiderman alle Winx, ma il presidente Marta nota che al momento dell’acquisto è il buon senso delle mamme ad avere la meglio: “I più apprezzati sono i capi a prezzo medio e non griffati, che hanno un miglior rapporto qualità/prezzo”. Nessun rischio di spersonalizzazione col grembiulino degli Anni 2000, però: “Il grembiulino di oggi è ben diverso da quello, nero e triste, della nostra infanzia”, nota Marta del gruppo Siggi, “ora i capi lasciano un’ampia libertà di scelta in termini di colori, modelli, ricami, applicazioni e, naturalmente, prezzi”.
di Patrizia Licata